Lo stato di conservazione di un’opera d’arte è un parametro fondamentale per stabilirne l’effettivo valore e ottenere una valutazione fondata. Purtroppo valutare con precisione il grado di alterazione di manufatti antichi non è affatto semplice, in quanto richiede competenze specifiche maturate nel tempo.

 

Solo gli esperti restauratori che possono vantare un’esperienza pluriennale nell’analisi del degrado di dipinti, sculture e altri beni culturali, sono in grado di formulare una diagnosi accurata. Occorrono conoscenze approfondite sulla natura e sull’evoluzione dei materiali nel corso dei secoli, ma anche capacità di condurre indagini diagnostiche avanzate

 

Per questo, affidarsi a esperti specializzati che possano contare su un team multidisciplinare di professionisti della conservazione è l’unica garanzia per chi desidera ottenere una perizia affidabile sullo stato di conservazione di un’opera d’arte. Solo chi opera nel settore da decenni può vantare la competenza necessaria per valutare in modo certo tutti gli aspetti utili a definire compiutamente lo stato e le potenzialità conservative di capolavori del passato.

 

Stato di conservazione: valutazione delle condizioni conservative

Giudicare le condizioni conservative di un quadro è fondamentale in sede di perizia di stima. Gli esperti ne analizzano oggettivamente il grado di alterazione. Sono esaminati eventuali sollevamenti e lacune della pellicola pittorica, per degradamenti e distacchi dovuti a fattori intrinseci o ambientali nel tempo.

 

Si valuta l’entità di eventuali ritocchi, ripassi e rifacimenti a seguito di danni pregressi, cercando il tratto originale sotto gli strati. Particolare attenzione è posta ai fenomeni di ossidazione dei pigmenti, alla formazione di croste, alla presenza di depositi superficiali come incrostazioni.

 

Tali elementi, se commisurati all’epoca, non inficiano il valore dell’opera; anomalie o restauri invasivi ne diminuiscono invece la qualità. Solo dopo un’analisi attenta delle modalità e dell’estensione dei fenomeni deteriorativi, gli esperti possono certificare in perizia lo stato di conservazione. Sono inoltre valutati i supporti e le cornici, per rilevare xilofagi, marcescenze del legno o distacchi dell’orditura pittorica.

 

Particolare cura è riposta nell’individuare eventuali tentativi di restauro abusivi mediante microanalisi in luce radente e fluorescenza. Infine, la perizia esprime anche le previsioni sulle probabilità di evoluzione dei fenomeni nel tempo, fornendo suggerimenti per una corretta conservazione e manipolazione dell’opera.

 

Cattivo stato di conservazione e i fattori che lo determinano

Valutare correttamente lo stato di conservazione è fondamentale nell’acquisto antiquariato come dipinti, per evitare brutte sorprese. Spesso un cattivo stato di conservazione è dovuto a fattori intrinseci o estrinseci. Un ruolo determinante è giocato dai materiali costitutivi: legni e tessuti soggetti a marcescenze, pigmenti foto-ossidabili se esposti a radiazioni.

 

Anche i fattori ambientali, come sbalzi termici e umidità prolungata, accelerano i processi di degrado come solfatazioni ed efflorescenze. Non meno importanti sono eventi traumatici pregressi, ad esempio infiltrazioni d’acqua da cui derivano rigonfiamenti e sollevamenti pittorici. Incide poi la cattiva manutenzione nel tempo, con sporchizie sedimentate e inadeguate condizioni di illuminazione e aerazione.

 

Solo considerando analiticamente tutti questi aspetti è possibile valutare compiutamente lo stato di conservazione di un’opera d’arte. Anche i restauri mal condotti nel passato, talvolta con prodotti dannosi, peggiorano lo stato di un dipinto con sollevamenti e alterazioni cromatiche.

 

Classificazione del livello conservativo

Nel corso della valutazione antiquariato come di quadri, mobili e altri arredi antichi è fondamentale stabilire con precisione il livello conservativo mediante una classificazione standardizzata.

 

Una delle schede più usate distingue 5 gradi crescenti di criticità:

 

  1. Ottimo: assenza di anomalie, superficie intatta;
  2. Buono: lievi sollevamenti, depositi superficiali rimovibili;
  3. Sufficiente: discreta presenza di fessurazioni, lacune, mancanze parziali;
  4. Carente: estese alterazioni cromatiche e materiche, porzioni significative mancanti;
  5. Pessimo: compromessa o assente la struttura portante, degrado molto avanzato.

 

Tale scala semantica consente di comunicare in modo univoco e confrontabile il grado di danneggiamento, agevolando la compravendita responsabile di beni culturali del passato.

Alcune schede prevedono anche gradi intermedi come “discreto” per denotare condizioni medie con moderati problemi localizzati. La relazione peritale deve sempre riportare in modo documentato e oggettivo i parametri di riferimento e le motivazioni della classe assegnata. Indicazioni di massima sulle probabilità e modalità di recupero completano utilmente la diagnosi conservativa, suggerendo le linee guida per una corretta custodia dell’opera.