Il restauro mobili antichi è un’operazione delicata che richiede grande professionalità. Richiede solide conoscenze delle tecniche e dei materiali tradizionali per intervenire correttamente su strutture lignee spesso molto fragili, senza comprometterne l’autenticità.

 

Comporta anche la capacità di riconoscere eventuali aggiunte o manomissioni realizzate nel corso dei secoli, distinguendole dagli elementi originali dell’oggetto. Per restaurare correttamente un mobile antico, preservandone il valore storico e artistico, è quindi indispensabile una lunga esperienza professionale nel settore, tipica di antiquari ed esperti d’arte altamente specializzati.

 

In Italia, ogni anno migliaia di proprietari si affidano ad antiquari esperti per il restauro di mobili, arredi e oggetti d’antiquariato. Secondo una recente indagine, circa il 70% dei restauri commissionati riguarda mobili antichi come cassettoni, sedie, tavoli, scrivanie e comò risalenti almeno a prima del 1900. Solo antiquari con un’esperienza pluriennale e una formazione specifica nel campo della stima, attribuzione e restauro di mobili antichi e oggetti d’arte sono in grado di eseguire un intervento conservativo a regola d’arte, nel pieno rispetto dell’integrità storica ed estetica dell’oggetto.

 

Restaurare mobili antichi: tecniche tradizionali e nuovi materiali

Il restauro di mobili antichi e oggetti d’arte richiede competenze tecniche e materiali estremamente specifiche. I restauratori si avvalgono ancora oggi di molte tecniche tradizionali, come l’impiego di resine, colle, vernici e lacche naturali che permettono di preservare l’autenticità dei manufatti.

 

Si interviene principalmente sulla struttura lignea, fissando travi scheggiate, sostituendo le parti marce, consolidando le giunture. Per ripristinare la funzionalità dei meccanismi interni sono utilizzati ferri, viti, perni e cerniere dell’epoca. Per i rivestimenti si preferiscono sistemi a base di olio/resina piuttosto che smalti sintetici, impiegando materie prime vegetali come lino, cumarina, gommalacche e resine naturali. Così facendo si riducono al minimo i materiali dannosi per le essenze del legno.

 

Tuttavia nel restauro dei mobili e degli oggetti d’arte si fa sempre più ricorso anche ai materiali e alle tecnologie innovative. Ad esempio si utilizzano colle epossidiche o resine acriliche che garantiscono uno straordinario potere adesivo, lapilli vulcanici per riempire lacune e mancanze strutturali, vernici catalizzate a base acrilica per proteggere le superfici.

 

La scelta tra tecniche tradizionali e moderne è fatta caso per caso, valutando quali siano le soluzioni migliori per preservare nel tempo l’integrità degli oggetti sottoposti al restauro, sempre rispettandone l’autenticità storica e materiale.

 

Restauro mobili antichi: una pratica interdisciplinare

Il restauro mobili antichi, arredi ed elementi di arredo di interesse artistico e storico richiede il coinvolgimento di diverse competenze e prospettive disciplinari. Il restauratore di mobili si avvale innanzitutto delle conoscenze dello storico dell’arte, che permettono di datare correttamente il pezzo tramite lo studio dello stile, dei materiali e delle tecniche costruttive. Le datazioni fornite dallo storico dell’arte guidano il restauro, assicurando il rispetto dell’epoca e dell’autenticità del manufatto.

 

Fondamentali sono anche le competenze del chimico e del fisico, che con le loro analisi permettono di identificare con precisione i materiali originali del mobile e i processi di degrado in atto, fornendo indicazioni per un appropriato intervento conservativo.

 

Non meno importanti sono le conoscenze del biologo e dell’entomologo, che possono riconoscere insetti xilofagi, muffe e altri organismi dannosi per il legno, studiandone l’impatto e suggerendo rimedi efficaci. Il restauro vero e proprio è infine condotto dal restauratore, un operatore specializzato capace di integrare e valorizzare le informazioni provenienti dalle differenti discipline coinvolte.

 

Solo attraverso questa visione multidisciplinare, che fonde saperi teorici e pratici, si arriva a un restauro consapevole e sostenibile sotto il profilo storico-artistico, tecnico-scientifico e conservativo. Un approccio integrato che massimizza le possibilità di tutelare al meglio l’antico mobile, restituendogli nuova vita.

 

Mobili antichi restaurati: questioni etiche e di conservazione

Il restauro di mobili e arredi antichi solleva questioni etiche ed estetiche legate alla conservazione del patrimonio artistico e culturale. Sostituire parti mancanti di un mobile antico utilizzando materiali moderni può snaturarne l’aspetto originario, alterandone l’autenticità storica. Il restauro dovrebbe quindi evitare accuratamente questo tipo di completamenti, preferendo il risanamento conservativo di ciò che rimane dell’oggetto.

 

Anche integrare con materiali identici a quelli d’epoca può risultare problematico: se non debitamente documentato con una perizia di stima, si rischia di ledere la veridicità del manufatto, rendendo impropria o erronea la sua valutazione storica ed economica. Ugualmente discutibile appare il rifacimento totale di un mobile antico (pur utilizzando tecniche e materiali tradizionali), che ne cancella gran parte del valore e dell’autenticità basati sull’usura e patina del tempo.

 

In generale, gli interventi di restauro dovrebbero puntare alla massima reversibilità delle operazioni, privilegiando soluzioni conservative rispetto a quelle invasive. L’obiettivo è la tutela nel tempo del patrimonio storico-artistico, non già la sua falsificazione o l’imposizione di una nuova estetica.

 

Per questo il restauro dovrebbe essere intrapreso solo nel caso il manufatto ne tragga un effettivo beneficio conservativo, desistendo invece da interventi meramente estetici e fuorvianti dal punto di vista storico. Spetta al professionista compiere questa delicata valutazione etica, nel rispetto dell’autenticità e dei valori insiti nell’oggetto storico da preservare per le generazioni future.