Il mercato dell’arte si basa su regole precise, sia di carattere legale che etico. Legalmente, la normativa in materia di commercio, tutela dei beni culturali e pratiche commerciali fissa un rigoroso perimetro entro cui gli operatori del settore (antiquari, galleristi, esperti) devono muoversi. Dal rispetto dell’IVA alle norme sulla tracciabilità delle transazioni, dalla certificazione di autenticità e provenienza delle opere alle concessioni per l’esportazione di beni di particolare valore.

 

Ma ci sono anche regole dettate dall’etica e dal buon senso, altrettanto importanti per mantenere una reputazione professionale solida. Evitare di rilasciare attribuzioni e perizie di stima errate, non nascondere difetti o problematiche delle opere, offrire informazioni chiare e trasparenti ai clienti. Atteggiamenti che, se non codificati dalla legge, sono tuttavia essenziali per garantire una relazione corretta e di fiducia con i propri interlocutori.

 

Mercato dell’arte: le 10 regole d’oro

Quando si opera nel mercato dell’arte, rispettare alcune semplici regole è essenziale per evitare imbrogli e fare acquisti consapevoli. È necessario informarsi a fondo sugli oggetti, valutarne qualità e autenticità, relazionarsi in modo corretto con gli altri operatori.

 

  1. Documentarsi in modo approfondito. Studiare la storia, le tecniche e gli stili prima di comprare. Una perizia di stima con autenticazione da un esperto può essere decisiva.
  2. Non credere a facili promesse di ricchezza. Valutare gli oggetti in base al loro valore intrinseco, senza farsi influenzare da presunte attribuzioni famose.
  3. Concentrarsi sulla qualità artistica. Le firme famose sono importanti, ma bisogna dare la priorità alla bellezza e all’esecuzione dell’opera.
  4. Rimanere sempre aperti ad imparare. Le conoscenze non sono mai definitive nell’arte: c’è sempre spazio per nuove scoperte e interpretazioni.
  5. Comportarsi correttamente. La trasparenza e l’onestà sono essenziali per una relazione di fiducia con i propri clienti e fornitori.
  6. Evitare menzogne e falsi edulcoranti. Essere sinceri conserva credibilità e serenità nel lungo periodo.
  7. Guardare prima con gli occhi e poi con la mente. L’emotività e l’immaginazione possono ingannare: basarsi sempre sulla visione oggettiva.
  8. Avere pazienza di fronte ai dubbi, soprattutto chi è alle prime armi. Solo il tempo e l’esperienza portano chiarezza.
  9. Non svalutare gli oggetti altrui. Il rispetto reciproco esclude inutili conflitti e ostilità.
  10. Puntare in alto. Nel mercato dell’arte, gli oggetti di qualità tendono ad apprezzarsi notevolmente nel tempo.

 

Operare nel mercato dell’arte con una prospettiva di lungo periodo è fondamentale. Gli oggetti frutto di autentica creatività artistica, anche se non valorizzati adeguatamente al momento dell’acquisto, sono destinati ad acquisire maggiore valore con il passare degli anni. È quindi importante scegliere con cura, acquistando solo ciò che rappresenta davvero un valore artistico, certificato da esperti attraverso una perizia di stima attendibile. L’autenticità, la qualità e la rarità di un’opera sono i fattori che ne determinano il valore intrinseco, indipendentemente dalle mode e dalle tendenze del momento. Muoversi con saggezza e lungimiranza in questo settore significa salvaguardare investimenti destinati ad apprezzarsi col tempo, a condizione che si basino su criteri di valutazione oggettivi e competenze professionali.

 

Il mercato dell’arte: formazione e preparazione

Chi desidera lavorare nel mercato dell’arte, come antiquario, gallerista, esperto o valutatore, deve seguire un appropriato percorso di formazione e continua preparazione. Per diventare antiquario è necessaria prima di tutto una solida conoscenza teorica e pratica del mondo dell’antiquariato, spaziando dal restauro all’attribuzione e alla stima degli oggetti. Un ruolo fondamentale è ricoperto dalla storia dell’arte, che permette di comprendere e valorizzare i beni culturali nel loro contesto.

 

L’antiquario deve essere in grado di riconoscere l’autenticità e la conservazione dei manufatti, utilizzando metodologie scientifiche e acquisendo familiarità con stili e materiali. Per questo è importante frequentare corsi tenuti da esperti e professionisti del settore come storici dell’arte, antiquari, restauratori e periti. Accanto alla formazione teorica, è essenziale sviluppare anche un’adeguata pratica del mestiere, imparando a gestire le varie fasi operative legate all’attività di antiquario: acquisto dei beni, valorizzazione, esposizione, vendita, contrattazione e relazione con la clientela.

 

La formazione per gli antiquari deve essere costantemente aggiornata, studiando le ultime scoperte e l’evoluzione del mercato dell’arte. Convegni, mostre, aste e fiere sono occasioni utili per approfondire i meccanismi del settore e mantenere aggiornate ed elevate le proprie competenze. Quindi, chi desidera muoversi nel mercato dell’arte in qualità di collezionista, acquirente o venditore occasionale deve rivolgersi ad esperti antiquari e professionisti qualificati. Solo figure con una formazione solida e una lunga esperienza pluriennale nel settore, infatti, sono in grado di:

 

 

Chi pertanto, anche solo saltuariamente, intende avvicinarsi al mercato dell’arte come cliente o venditore, dovrebbe sempre affidarsi a professionisti quali antiquari, esperti d’arte e periti con esperienza decennale, come garanzia di competenza e serietà.

Il mercato dell’arte e dei beni da collezione: leggi e normative

Chi opera professionalmente nel mercato dell’arte, in particolare antiquari e galleristi, deve essere ben informato sul quadro normativo di riferimento e rispettarne i vincoli. Innanzitutto, l’antiquario deve accertarsi che le opere d’arte e i beni da lui acquistati, venduti o esposti siano di legittima proprietà e di lecita provenienza. Deve cioè appurare che essi non derivino da furti, esportazioni illecite o commercializzazione non autorizzata.

 

L’antiquario è inoltre tenuto a versare l’IVA sulle vendite effettuate ed è obbligato a certificare la provenienza dei beni acquistati tramite fattura. Deve inoltre rispettare le norme sulla tracciabilità delle transazioni commerciali e sulla conservazione della documentazione contabile.

 

Per quanto riguarda i reperti archeologici e artistici, l’antiquario deve accertarsi che siano stati regolarmente esportati, rispettando i vincoli posti dalle leggi italiane sulla tutela dei beni culturali. Per opere di particolare valore culturale sono spesso richieste specifiche concessioni ministeriali per l’esportazione. Infine, l’antiquario deve astenersi da pratiche commerciali scorrette. Non deve mai rilasciare false attribuzioni, perizie di stima non corrette o informazioni ingannevoli sulla provenienza delle opere. Questo per garantire la trasparenza delle transazioni e tutelare i propri clienti.

 

Quindi, per operare legittimamente nel mercato dell’arte è necessario che l’antiquario agisca in piena conformità con le normative in materia di commercio, tutela dei beni culturali e pratiche commerciali oneste e corrette