I mobili antecedenti al XIX secolo costituiscono una tipologia di beni antiquariali di grande valore, sia storico che economico, se correttamente attribuiti, periziati e valorizzati. Purtroppo non sempre i mobili d’epoca sono opportunamente apprezzati o il loro potenziale è massimizzato.

 

É infatti necessario che la perizia su di essi sia condotta da professionisti riconosciuti, come esperti d’arte o restauratori abilitati, in possesso delle competenze per risalire allo stile dell’ebanista, determinarne l’epoca e l’origine geografica, nonché per documentarne materiali e tecniche costruttive. Soltanto attraverso un’attribuzione corretta è infatti possibile stabilirne l’effettivo valore.

 

Antichi mobili provenienti da atelier prestigiosi possono essere dei veri e propri tesori, la cui quotazione può facilmente raggiungere molte migliaia di euro se in buono stato di conservazione. Ma anche mobili meno noti, se riconducibili a particolari ambienti regionali, possono costituire interessanti opportunità.

 

Con una perizia filologica da parte di esperti qualificati e riconosciuti a livello istituzionale, è possibile ricondurre questi arredi d’epoca al loro reale valore, sia per investimenti sia per tutelarne e tramandarne l’importanza storico-artistica.

 

Mobili d’epoca: come riconoscere quelli di valore

Nel variegato mondo dei mobili d’antiquariato è importante saper riconoscere gli esemplari di pregio, dotati di maggior potenziale di apprezzamento nel tempo. Uno degli aspetti chiave è verificare la paternità, accertando se l’opera sia riconducibile a celebrati ebanisti e falegnami d’autore, documentandone l’attribuzione. Va inoltre valutato il periodo storico di riferimento, privilegiando i secoli d’oro del mobile come il Barocco, Luigi XVI o Napoleone III, periodi durante i quali hanno operato i maestri più rinomati.

 

Elementi distintivi quali intagli, lavorazioni, materiali pregiati, presenza di marchi e stemmi nobiliari possono comprovare l’autenticità di un mobile d’alta epoca. Cruciale è lo stato di conservazione: un restauro filologico può rivalutare un mobile secolare, ma modifiche strutturali ne sminuiscono il valore. Infine, alcune tipologie come cassoni, spalliere, consolle e madie, se riconducibili a specifici contesti territoriali, conservano meglio il loro appealing nel tempo.

 

Conoscenze storiche ed esperienza nel settore dei mobili antiquariato permettono di compiere scelte mirate per investimenti duraturi in questo segmento del collezionismo.

La presenza di marchi, stemmi o iscrizioni datate può aiutare ad attribuire con sicurezza il mobile a una determinata bottega o maestro e quindi a stabilirne il valore sul mercato.

 

Particolare attenzione va posta anche nel valutare lo stato di conservazione di intarsi, elementi in legno scolpito, dipinti o altre decorazioni presenti, che se danneggiati possono compromettere seriamente la quotazione dell’oggetto.

 

Mobile d’epoca: compravendita e valorizzazione

La compravendita di mobili d’autore richiede accortezza. Oltre all’oculata selezione del pezzo, è fondamentale stabilirne il giusto prezzo tramite perizie di esperti del settore o case d’asta specializzate. Durante la trattativa sarà inoltre essenziale analizzare con attenzione lo stato di conservazione dell’oggetto e valutare l’opportunità di un restauro mobili antichi filologico per preservarne l’integrità nel tempo.

 

Un restauro eseguito a regola d’arte da professionisti accreditati può, ove necessario, riportare il mobile alle originali qualità estetiche ed estrinseche, apportandovi un notevole incremento di valore. Al termine dei lavori, l’emissione di un certificato di autenticità a corredo del pezzo ne tutelerà l’investimento, anche in vista di future trattative.

 

Importante in ottica di valorizzazione è poi documentare puntualmente attributi e provenienza del mobile, al fine di agevolarne l’inserimento in collezioni pubbliche o private prestigiose. Con competenza e accorgimenti mirati, dunque, è possibile trarre significative plusvalenze da operazioni di compravendita di mobili d’epoca selezionati.

 

Mobili d’epoca in vendita: tutelare e tramandare i mobili antichi

Nel commercio di mobili antichi è fondamentale tutelare pezzi unici che costituiscono parte della memoria storico-artistica dei territori. Spesso si tratta di mobili d’uso quotidiano legati a specifici contesti socio-culturali del passato: tavoli campagnoli, scrigni, altari in noce e mobili cinesi antichi tra i più iconici.

 

Cedere questi arredi a collezionisti pubblici o privati che ne garantiscano l’adeguata conservazione e valorizzazione consente di preservarne l’integrità nel tempo, evitandone la dispersione o l’oblio. Molte istituzioni museali accolgono oggi donazioni di mobili d’epoca, riconoscendone il valore documentario e promuovendone lo studio e la memoria attraverso esposizioni e iniziative culturali. Anche il restauro e la successiva dedica ad abitazioni storiche, ville, palazzi consente ai mobili antichi di continuare ad arredare, testimoniando usi e costumi del passato.

 

Tutelare questo prezioso patrimonio, tramandandolo alle future generazioni, costituisce oggi un dovere etico oltre che una scelta lungimirante di valorizzazione del territorio e della propria storia. In alcuni casi esistono fondazioni e associazioni no-profit che possono farsi carico del restauro e della custodia di mobili di interesse storico-artistico, garantendone la fruizione anche per scopi culturali ed educativi.

 

Anche il deposito presso enti museali di pezzi provenienti da collezioni private contribuisce a tutelare nel tempo arredi di valore, concedendo al pubblico di ammirarli in esposizioni magari dedicate a determinati temi o filoni storico-artistici.