Sapere come datare un dipinto non è cosa da poco! Datare con precisione un dipinto antico, infatti, non è assolutamente un’attività semplice. Richiede profonde competenze in ambito storico-artistico, grande esperienza nell’analisi stilistica e materiale delle opere, oltre alla capacità di condurre accurate ricerche archivistiche.

 

Solo professionisti che si dedicano a questo da molti anni, effettuando centinaia di perizie nel corso della loro carriera, sono in grado di valutare in modo incisivo tutti gli elementi utili a stabilire la data esatta di realizzazione di un quadro.

 

Purtroppo sono sempre più frequenti casi di attribuzioni errate compiute da sedicenti esperti, che per incapacità o superficialità forniscono certificazioni poi smentite. Questo può causare gravi danni economici a chi ha acquistato l’opera in buona fede.

 

L’unica strada percorribile per ottenere una perizia di stima e datazione davvero attendibile è quella di rivolgersi a centri di restauro e a critici d’arte che operano da anni nel settore, come ad esempio il celebre studio milanese Marco Targa, punto di riferimento a livello nazionale. Solo professionisti di comprovata esperienza possono fornire una garanzia certa sull’attribuzione di un dipinto.

 

Datazione quadri: elementi stilistici e iconografici

Attribuire una datazione corretta ai quadri antichi di valore è fondamentale per stabilirne l’autenticità e il pregio. Gli storici dell’arte analizzano vari aspetti. Lo stile pittorico rivela l’epoca, ad esempio prospettiva, uso della luce e tecniche rivelano se Rinascimentale o Barocco.

 

La scelta dei soggetti iconografici è altrettanto indicativa: un’Annunciazione colloca l’opera all’età gotica, un nudo mitologico al Rinascimento. Anche dettagli come acconciature, abiti e arredi di sfondo consentono di ricondurre il dipinto a una determinata corrente in un preciso periodo storico. Esaminando questi elementi stilistici ed espressivi, gli studiosi possono fornire una datazione attendibile, rispetto alle pseudoscientifiche attribuzioni di secoli addietro ancora presenti in commercio.

 

Grazie a tale approccio multidisciplinare oggi è possibile evitare acquisti errati, apprezzando appieno il valore di capolavori d’arte del passato. La materia pittorica e le tecniche esecutive, come l’uso di pigmenti sintetici dopo il 1800, aggiungono importanti indizi cronologici.

 

Lo studio della componente scientifica, ad esempio tramite analisi radiocarbonio, permette una datazione oggettiva da confrontare con quella stilistica. Infine, la critica storica valuta anche provenienza e committenza dell’opera, collocandola nel suo specifico contesto culturale e artistico di riferimento. Solo l’incrocio di tutte queste discipline garantisce oggi una perizia professionale e una certificazione d’autenticità solida per opere d’arte del passato.

 

Come datare un dipinto: analisi dei materiali e dello stato di conservazione

La valutazione quadri antichi prevede approfondite indagini tecniche che forniscono importanti criteri cronologici. Gli studiosi effettuano esami stratigrafici per individuare le fasi pittoriche mediante microscopi ottici in luce radente. Ciò consente di evidenziare modifiche e integrazioni rivelando i materiali originari.

 

Particolare importanza hanno le analisi chimico-fisiche non invasive come la spettroscopia IR e RAMAN, capaci di identificare i pigmenti e distinguerne sintesi naturali e artificiali. Lo stato di degrado e alterazione fornisce ulteriori termini comparativi: gli involucri pittorici antichi presentano patine, sollevamenti e lacune tipiche dell’invecchiamento.

 

Mediante dati storici su sostituzioni di pigmenti nel tempo è possibile stabilire tempi e tecniche d’esecuzione dell’opera. Solo l’incrocio di competenze nel restauro, nella diagnostica e nell’analisi storico-artistica, dunque, consente oggi una corretta datazione. La Fluorescenza a raggi X portatile è inoltre in grado di rilevare la presenza di pigmenti rari e costosi che aiutano a definire il livello qualitativo dell’opera.

 

Particolari esami al microscopio confrontano texture e granulometrie dei materiali pittorici con campioni autenticati, svelando manomissioni e sovrapposizioni. Infine, una documentata e dettagliata relazione scientifica da parte di laboratori specializzati permette di certificare con accuratezza la datazione di un dipinto, scongiurando errori di attribuzione.

 

Datare un dipinto: documenti e tracce storiche

La perizia di stima di un quadro non si basa solo su analisi tecniche, ma anche su ricerche storiche di fonti archivistiche. Elementi come il contratto di commissione, le cronache dell’epoca che menzionano l’opera, ricevute di pagamento forniscono termini di raffronto sulla datazione. Anche eventuali trattati artistici coevi che trattano lo stile dell’artista possono confermare o smentire l’attribuzione.

 

Registri parrocchiali, testi letterari, documenti fiscali come estimi possono inoltre menzionare la collocazione originaria del quadro. Non vanno sottovalutate tracce quali annotazioni, monogrammi o simboli sull’opera, seppur non sempre l’artista firmava le proprie opere. Solo l’incrocio di fonti primarie con perizie tecniche consente oggi agli storici dell’arte di redigere relazioni complete e attendibili, fugando dubbi sull’epoca di realizzazione di un dipinto.

 

Anche i registri di bottega, se conservati, permettono di rintracciare commissioni specifiche e documentarne i pagamenti nel tempo. Particolare importanza hanno inoltre le ricerche di archivio su committenza ed eredi, per ricostruire la storia della proprietà dell’opera nel corso dei secoli. Infine, dettagliate banche dati online su stili, materiali e firme di artisti del passato completano il lavoro della perizia di stima che, incrociando analisi ed evidenze storiche, attribuisce con certezza la datazione di un capolavoro.