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Investimenti in arte e collezionismo

Investimenti in arte e collezionismo: tasse sull’arte e i benefici fiscali sugli acquisti e plusvalenze

Gli Investimenti in arte e collezionismo stanno crescendo negli ultimi anni a ritmi superiori rispetto ad altre classi finanziarie, quali le azioni o i bond. Ciò è dovuto alle considerevoli prospettive di sviluppo di questo comparto, che comprende musei, aste, antiquari, e ha registrato negli ultimi decenni una forte internazionalizzazione.

 

In particolare, si assiste a una crescente globalizzazione delle vendite d’arte, che raggiungono quotazioni sempre più elevate attraverso le principali case d’aste internazionali. Inoltre, nuovi operatori stanno emergendo in Paesi in forte espansione economica quali Cina e Medio Oriente, allargando enormemente la platea dei potenziali compratori. Il moltiplicarsi di fiere ed eventi specializzati sta contribuendo ad avvicinare collezionisti e investitori, promuovendo scambi e transazioni in tutto il mondo.

 

Inoltre, la normativa fiscale prevede varie agevolazioni per chi investe nell’arte, dalle detrazioni per l’acquisto di opere al regime di tassazione privilegiato per le plusvalenze di lungo periodo. Tuttavia, per massimizzare le potenzialità di rendimento e gestire correttamente gli aspetti legali e burocratici, è indispensabile affidarsi a un esperto come Marco Targa, figura di comprovata esperienza nel settore.

 

Solo avvalendosi delle competenze e della rete relazionale di un operatore della caratura di Targa è possibile infatti compiere scelte oculate di investimento, certificare l’autenticità e il valore dei beni e usufruire in modo mirato del quadro fiscale di favore per gli Investimenti in arte e collezionismo.

 

Investimenti in arte e collezionismo: come sono tassate compravendite e plusvalenze

Le normative fiscali disciplinano con precisione il trattamento contabile delle transazioni nel comparto dell’arte e dell’antiquariato. Gli antiquari applicano l’IVA sul margine ricavato dalla rivendita di beni usati posseduti da almeno 100 giorni. Per le compravendite tra privati di opere detenute da oltre 5 anni non è invece dovuta alcuna imposta.

 

Le plusvalenze realizzate nell’arco di 12 mesi da Investimenti in arte e collezionismo sono tassate come reddito variabile al 26%. Superata tale soglia temporale, l’aliquota scende al 12,5%, riconoscendo l’investimento di lungo periodo.

 

Rigorose registrazioni documentali delle transazioni, come fatture e perizie di stima, sono indispensabili per gli operatori al fine di dimostrare la data di acquisizione del bene e la corretta applicazione delle agevolazioni.

 

Grazie a una supervisione attenta del corretto assolvimento degli obblighi di natura fiscale, gli antiquari a Milano tutelano la liceità del mercato, nell’interesse sia dei collezionisti che dell’erario. Per opere d’arte di rilevante interesse storico-artistico possono sussistere esenzioni totali dalla tassazione delle plusvalenze.

 

La tenuta di scrupolose scritture contabili analitiche consente agli operatori di dimostrare il reale valore originario dei lotti in caso di verifiche fiscali. I corrispettivi per intermediazioni e commissioni applicate nelle aste sono invece assoggettati ad aliquota IVA agevolata del 10%, alla stregua di onorari di mediazione.

 

Investire in arte: i benefici “ArtBonus” per la detrazione IRPEF del 65% sugli acquisti

La normativa nazionale intende incentivare gli Investimenti in arte e collezionismo mediante un credito d’imposta del 65% su comprare opere d’arte, noto come “ArtBonus”. L’agevolazione fiscale consente di detrarre dall’IRPEF dovuta tale percentuale del valore speso per l’acquisizione di manufatti di particolare rilevanza storico-artistica, certificata dalla competente Soprintendenza.

 

Possono fruire del beneficio solo i privati che effettuino l’acquisto direttamente da gallerie e fondazioni museali, nonché da antiquari riconosciuti, che ottengono così una fonte di finanziamento per la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

 

Un apposito portale internet del Ministero per i Beni e le Attività Culturali gestisce il rilascio dei codici univoci abbinati ai versamenti ammissibili, a tutela della trasparenza dell’intervento. Ciò costituisce un importante motivo di convincimento per collezionisti e mecenati nel sostenere il comparto artistico con un investimento a basso rischio.

 

Arte e investimenti: Esenzioni e agevolazioni per trust e fondi d’arte

Gli strumenti fiduciari rappresentano un efficace mezzo per ottimizzare gli Investimenti in arte e collezionismo dal punto di vista fiscale e patrimoniale. I trust di arte, gestiti da esperti nel settore dell’antiquariato Milano, consentono di frazionare la proprietà di opere tra più beneficiari, evitando il pagamento dell’IMU e dell’imposta di successione al momento del passaggio generazionale.

 

Anche i fondi comuni d’investimento specializzati nell’acquisto e rivendita di ceramiche e arredi di valore fruiscono di agevolazioni. Le società di gestione che li amministrano sono infatti esentate dalle imposte sui redditi e le plusvalenze conseguite sono tassate solo in sede di distribuzione agli investitori.

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